eppure nella pace potrai ritrovarti,


quand'anche ti fosse immemore il cambiare un poco
e le speranze si volgessero in buio
ti sia lieve il riveder le fonti.
Il sorseggiare di terre tra bellezze di ninfe.
Le carezze di felci in flutti di cinguettar d'assiuoli.
Sei in diradare di nebbie rugiadose,
in sprofondar di luci di topazi.
Tutto nasce dalle acque in verdi innumeri
che nutrono te piccina.



nel correre del sole


il correre di sole nelle acque è gioia,
è scorrere di linfa d'uomo
in battimento d'ali ignoto
e finalmente morire di tormento in vento
libero. T'aspetto nell'abbracciar dei rami fini.




nelle ubriacature di luce


possa ricercare l'origine di una terra devastata
memoria di un verde incontrastato
delirio di brezze al cambiare di stagione.
Possa vedere la fonte d'uomini nascosti
da viltà moderne, che non conoscono più
l'incastonarsi di foglie e rovi in sottoboschi.
Cui gli ultimi recessi d'onde e il verdeggiar
di folti sono divincolarsi stolto.
Trafiggimi sole del tramonto, ubriacatemi di luce acque
datemi il respiro verdure.



tra i venticelli femmina,


ora che sembra vanire il mondo
e legato a un filo il giorno
su scheletri di quercie e buffi
d'acaci costretti ad edere
e pare che m'affisso in scorze,
ecco un soffio di venticello femmina
che tremola sciami di lucciole d'acqua.
Com'uscite da cellette d'api
rotolano a coriandoli i diamanti.




   

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