Ritrovarsi in una stazione senza cielo


la notte senza cielo
nelle banchine della stazione,
dov' i dolori di partenze
e i brividi di unioni?
Scampanellii di astri sonori.
Eccheggiano parole di grilli
chi sa se consapevoli e di che?
La vita s'intravede in lontananza
e s'ode sommessa strisciare
fra frasche soffiate dai venti.
Avanzano lenti gli occhioni
tra volpi lucertole rane
e gatti.
Poi la stazione. . .


a repensare i celesti


archi aperti d'amore
nei cieli celesti sul fiume,
che ridono ai cappelli di paglia.
Rinascono i giorni
agli angoli delle vie,
fumi di t fiottano
di te.


In a night station under a hidden sky


The night sky hidden
by the station roof,
where is the pain of leave-taking,
the thrill of meeting?
Star-bells ringing in the night, a train arriving
in the tangled forest of platforms.
Star-bells singing
consciously or not?
Life glimpsed from afar
windows lit with faces.
A ringing approach
rhythmed
by twigs breaking
against the silver wheels.
Large eyes, solemn,
gaze from an animal distance.
Then the station. . .


rethinking the skies


open arches of love
in the blue sky over the river,
that laugh at the hats of straw.
The day births again
in the corners of the street.




***

   

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